I vini della Liguria hanno il sapore del mare

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Scegliere un vino ligure non puo essere una scelta casuale quanto piuttosto l'appagamento di una curiosita o la conferma di una passione.

Scegliere un vino ligure non puo essere una scelta casuale quanto piuttosto l'appagamento di una curiosita o la conferma di una passione. Si dice che i vini della Liguria portino dentro il sale del mare. E vero. I vigneti, dal Ponente al Levante, guardano il mare e ne ricevono la brezza. I cristalli di sale si fermano sulle foglie, sui grappoli o cadono sul terreno. L'acqua li porta in profondita e in piccolissima quantita, attraverso le radici, risalgono in vigna. E un piccolo segreto che si svela ai palati piu esperti. Per tutti e una nota un po' misteriosa, una sensazione gradevolmente curiosa.

L'antica origine del Vermentino
Il re dell'enologia ligure e, senza dubbio alcuno, il Vermentino. E una Doc prodotta in tutto il territorio regionale, ma gli esperti consigliano in modo particolare la produzione dell'Imperiese e Savonese. Il vitigno, a bacca bianca, e molto antico, ha origini spagnole e con ogni probabilita una lontana parentela con la Malvasia della regione iberica. In Liguria e arrivato nel XIV secolo, attraverso la Francia e la Corsica. E un vino bianco secco, sui 12 gradi di alcol, di colore giallo paglierino, ha sapore fresco, fruttato, morbido e persistente con sentore di erbe aromatiche come il timo e il rosmarino.

Sciachetra, il re delle Cinque Terre
Insieme all'uva Bosco e Albarola, i grappoli del Vermentino sono utilizzati per produrre il vino forse piu celebrato (e costoso) della Liguria: lo Sciachetra. E una Doc prodotta nei paesi delle Cinque Terre, dove i filari sono allineati lungo terrazzamenti sorretti da muretti a secco, spesso a picco sul mare. Lo si ottiene ponendo i grappoli vendemmiati su dei graticci dove appassiranno sino a novembre. Poi, ormai saturi di zuccheri e pigmenti, vengono pigiati per produrre un vino che ha caratteristiche uniche. Lo Sciachetra e un vino maestoso. Che sa di frutta matura, che ricorda il profumo dell'anice, dell'albicocca e sprigiona in bocca i sentori salsoiodici del mare.

A Ponente si beve il Pigato
Il Pigato e un vino ottenuto dalle uve dell'omonimo vitigno del Ponente ligure, in particolare nella Piana di Albenga e nella provincia di Imperia. Al bicchiere si presenta di colore giallo paglierino, con sfumature e riflessi di colore dorato; se viene fatto invecchiare, assume un colore dorato intenso, paragonabile al colore dell'olio. All'olfatto si avvertono subito le note profumate tipiche di questo vino; i profumi sono particolarmente intensi e caratteristici, tra cui riconosciamo le note fruttate di pesca e albicocca e sentori di mandorla.

Rossese, unico rosso tra tanti bianchi
Il Rossese di Dolceacqua e un vino di colore rosso rubino, sapido, morbido, fragrante e corposo e dal profumo intenso. In bocca e poco tannico, di notevole ed elegante sapidita, con caratteristico fondo amarognolo. Nelle realizzazioni piu semplici puo avere struttura molto leggera, mentre le migliori selezioni esprimono medio volume e morbidezza in bocca unite a buona acidita e ad un tenore alcolico di livello. Particolarissima caratteristica e la sapidita estremamente accentuata che, unita alla buona acidita percepita, ne fanno un vino molto piacevole da bere.

Pesce e pesto la fan da padrone

Vermentino e Pigato per freschezza e profilo aromatico sono particolarmente adatti ad accompagnare secondi piatti a base di pesce e primi piatti leggeri. Ottimi con polpo, astice e aragosta, con la pasta al pesto, i ravioli con farcia di pesce e i pansotti al sugo di noci. Il Rossese andra benissimo laddove sara necessario un vino rosso con accenti aromatici speziati e buon contrasto acido. Dal pesce alla carne, passando per le verdure ed i funghi. Tra i pochi vini che tollerano l'abbinamento con i carciofi, per via della sua natura poco tannica.
Lo Sciachetra sara perfetto con pasticceria secca o a base di mandorle.

Consigli di degustazione. Ad ogni vino il suo bicchiere
La principale funzione del bicchiere e quella di riequilibrare le sensazioni, sia olfattive che gustative proprie di ogni vino. Il bicchiere adatto alla degustazione deve essere di vetro o meglio di cristallo, trasparente, sottile, perfettamente asciutto, pulito e privo di odori riconducibili al lavaggio o al luogo di conservazione. E preferibile che sia incolore per poter apprezzare meglio tutte le sfumature cromatiche del vino. Per un prodotto da servire freddo, con una concentrazione di profumi in poca quantita, si utilizza un bicchiere di forma affusolata come il flute. Cosi un vino prevalentemente sapido e acido come lo Champagne o uno Champenois viene a contatto con la punta della lingua per esaltare il ridotto residuo zuccherino. Il flute e anche slanciato per esaltare il movimento di risalita delle bollicine. Un vino piu maturo ed importante necessita al contrario di un bicchiere Grand Cru, con una "pancia" generosa in maniera che venga meglio ossigenato e sprigioni al meglio i profumi piu complessi. Lo spumante dolce va bevuto nella classica Coppa Champagne per portare il vino su tutta la superficie della lingua e apprezzarne al meglio il sapore dolce e fruttato. Per un vino bianco secco "fermo" di medio corpo andra bene un calice di media grandezza, mentre per un bianco secco molto strutturato va molto bene il Grand Cru, ma con un'apertura piu stretta per convogliare i profumi piu rapidamente verso l'area olfattiva.

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