A spasso per Bologna

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Il capoluogo emiliano è da sempre al top quanto a cultura e gastronomia. Con una spiccata sensibilità per l'arte e... per i misteri

 

Dotta e grassa si diceva un tempo. Oggi si parla di cultura e gastronomia, ma il senso non cambia. E Bologna eccelle in entrambe le cose. L'Alma Mater, ossia l'Università, è la più antica al mondo, fondata nel 1088, ma sempre proiettata al futuro tanto che nel 2015, anno di Expo, propone master per manager del settore Food&Wine. Dal suo passato vengono invece le medievali Tombe dei glossatori, sparse nel centro storico, e il cinquecentesco Archiginnasio, la prima sede accademica. Assolutamente da visitare per le pareti decorate da oltre 6.000 stemmi, per i saloni, le biblioteche e per un'aula che ha pochi uguali al mondo: il Theatrum Anatomicum. Costruito nel 1637, è il luogo in cui si faceva lezione sui cadaveri. Al centro il tavolo di marmo, alle pareti le figure di illustri medici mentre la tribuna è sostenuta dagli “spellati”, statue in legno che mostrano il sistema muscolare.

 

Le vie dello shopping

L'Archiginnasio rientra nel Quadrilatero, la porzione del centro compresa tra piazza Maggiore, piazza Galvani, piazza Santo Stefano e Porta Ravegnana. Qui si concentrano le botteghe storiche per uno shopping di qualità. Come il Mercato di Mezzo (via Clavature 12, tel 051228782). Costruito nel Medioevo, trasformato nell'800 e restaurato l'anno scorso, offre il meglio dei prodotti del territorio. Il Mercato è aperto tutti i giorni, dalle 8,30 alle 24, e propone anche un fitto calendario di degustazione e incontri sul cibo. Accanto, in un classico cortocircuito bolognese, la chiesa di Santa Maria della Vita contiene un capolavoro dell'arte gotica: il Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell'Arca.

 

Sulle ali della fantasia

In Strada Maggiore esiste ancora un portico con colonne di legno. È Casa Isolani, detta anche delle tre frecce per tre dardi che sarebbero conficcati nel soffitto. In realtà di frecce se ne vede solo una e sul perché sia lì le versioni contrastano. C'è chi parla di una storia di infedeltà e vendette coniugali, chi le ritiene i simboli dei tre poteri che da sempre si spartiscono il governo locale: università, chiesa e massoneria. Perché Bologna ha anche fama esoterica. Se da Casa Isolani si esce in piazza Santo Stefano ecco che il complesso delle Sette Chiese, con i suoi capitelli apotropaici, i richiami al Santo Sepolcro (e al culto di Iside), può scatenare fantasie alla Dan Brown. Rafforzate da un altro primato bolognese: il portico più lungo al mondo, che da Porta Saragozza sale al santuario della Madonna di San Luca, sul Colle della Guardia, per 3,5 km scanditi da 666 archi. Numero emblematico: un serpente di pietra che arriva ai piedi della Vergine per insidiarle il calcagno, come dice l'Apocalisse.

 

La casa di Yahweh

Non basta? Nel Museo Civico Medievale ecco la Pietra di Bologna, con esoterica iscrizione ancora oggi non chiarita e, nella Biblioteca universitaria, il più antico manoscritto della Torah. Del resto pare che Bo-lan-yah in ebraico significhi: “In essa dimora Yahweh”. Ma, a proposito di ebraismo, il vecchio ghetto è un'altra porzione del centro ricca di botteghe storiche e atelier, dove trovare oggetti di antiquariato e prodotti della terra tra suggestivi vicoli e cortili nascosti. Vi si arriva da Piazza Maggiore oltrepassando via Rizzoli, magari dopo aver dato un'occhiata alla piazza e alla fontana del Nettuno e, nell'ex sede della Borsa, agli scavi archeologici che hanno portato alla luce una parte della città romana. Il ghetto è anche rinomato per le tipiche osterie, come il Ristorantino il Tinello (tel. 051221569 www.ristorantetinello.it), che propongono specialità della cucina locale.

Tirare l'alba
in Manifattura

Etrusca, romana, ebraica, medievale, rinascimentale... All'appello manca una cosa: la modernità. Che qui si chiama Manifattura delle arti (tel. 0519925171 www.manifatturadellearti.org). Un progetto dell'architetto Aldo Rossi che ha riqualificato un intero quartiere del centro ricavando sedi espositive, alloggi, parchi e spazi pubblici come il Mambo (www.mambo-bologna.org), Museo d'Arte Moderna, la Cineteca (www.cinetecadibologna.it), una delle più importanti d'Italia, e il Cinema Lumiére. Manifattura delle arti è anche un quartiere di divertimento, con locali e discoteche. Dove prendere un aperitivo al Parco del Cavaticcio e ballare fino all'alba al Cassero: Bologna non dorme mai.

 

Con il Cai sui Colli

Nel weekend di Pasquetta la soluzione a portata di tutte le gambe per una passeggiata o un picnic fuoriporta si chiama Sentiero Cai 904. Da Porta san Mamolo si sale alla chiesa e convento dell'Osservanza per proseguire fino al parco di Villa Ghigi con i suoi 28 ettari tra aree coltivate e naturali. Da qui si prosegue per l'Eremo di Ronzano da cui si gode una magnifica vista sulla citt.
Il sentiero finisce alla chiesa di san Michele di Gaibola


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