Le cinque magnifiche Terre

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Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore: sospese tra cielo, roccia e mare, unite da bellissimi sentieri che si snodano nelle vigne da cui nascono grandi vini

Un susseguirsi di promontori e insenature tra falesie di roccia: su cinque spuntoni sono aggrappate altrettante manciate di case dai colori pastello. Ecco, in sintesi, le Cinque Terre, quella parte della provincia di La Spezia affacciata sul mare tra Capo di Montenero e Punta Mesco. Cinque borghi risalenti al Medioevo e arrivati miracolosamente intatti fino a noi. Vediamoli da vicino. Monterosso: “Paese roccioso e austero, asilo di pescatori e contadini”, così lo definiva Eugenio Montale. Il poeta di Ossi di seppia aveva qui una casa e amava questo paese dalle poderose fortificazioni antisaracene affacciato su una splendida baia (foto in alto). Vernazza: forse il più scenografico, con le case a fare da quinta al porticciolo sotto la torre di avvistamento. E la chiesa di S. Margherita di Antiochia ricca di tesori artistici. Corniglia: affacciato sul blu, ma distante dalle onde. Nido d'aquila a 100 m dal pelo dell'acqua, più di terra che di mare. Manarola: qui le case sembrano nascere dalle pietre stesse della scogliera, addossate le une alle altre sulla lunga e stretta marina. Riomaggiore: racchiuso tra due ripide colline alla foce di un torrente, era molto amato dal pittore ottocentesco Telemaco Signorini.

 

A piedi nel Parco

A collegare tra loro le Cinque Terre c'è una delle più belle escursioni pedonali dell'intera Penisola: il Sentiero Azzurro. Da Monterosso a Corniglia il percorso si sviluppa a ridosso del mare con scorci sempre diversi e bellissimi, specialmente in prossimità dei centri abitati. Da Corniglia a Riomaggiore segue un tracciato più interno passando per Volastra e Beccara. È percorribile in una sola giornata (12 km – 5-6 ore) e in tutte le stagioni, anche se è meglio evitare le ore centrali dei mesi più caldi. Anche i sentieri, come i paesi, sono di origine medievale e fino alla costruzione della ferrovia sono stati l'unica via di comunicazione per gli abitanti. Dal Sentiero Azzurro si dipartono poi decine di mulattiere che salgono verso il crinale, in una fittissima rete di percorsi attraverso poderi strappati alla montagna con un lavoro secolare. Si è calcolato che la lunghezza dei muri a secco di contenimento dei ciàn, i terrazzamenti coltivati, arriva a 7.000 km. Un'opera tanto colossale quanto poco appariscente. Le mulattiere raggiungono anche cinque santuari: la Madonna di Soviore sopra Monterosso, la Madonna di Reggio sopra Vernazza, San Bernardino tra Vernazza e Corniglia, la Madonna della Salute tra Corniglia e Manarola, e la Madonna di Montenero sopra Riomaggiore. Un tempo sentinelle della devozione popolare, oggi altrettante mete di salutari e spettacolari trekking di mezza montagna. L'intero territorio è compreso nel Parco Nazionale delle Cinque Terre e nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità Unesco.

 

Uno sguardo dall'acqua

Una veduta impareggiabile sulle Cinque Terre si può godere anche da bordo di una piccola imbarcazione. Sottocosta sono tracciati dei veri e propri sentieri kayak che collegano i cinque borghi e che proseguono per Portovenere, a est, e Levanto, a ovest. Tra Vernazza e Punta Linà esiste inoltre un percorso natatorio, ovvero una corsia naturale di circa 800 m delimitata da boe per bagni in mare in assoluta sicurezza e per lo snorkeling sulle bellezze dei fondali marini. Tutto il litorale fa parte dell'Area Marina Protetta delle Cinque Terre con due riserve naturali integrali a Punta Mesco e Capo di Montenero. Come tutta la Liguria, anche le Cinque Terre appartengono infine al Santuario dei Cetacei del Mediterraneo.

Di vino in vino, di festa in festa

Sono poco più di una ventina i piccoli produttori locali che continuano la tradizione vitivinicola delle Cinque Terre con l'unico supporto meccanico della monorotaia per il trasporto delle uve. Del resto l'asperità del suolo non permette altro. Due i vini prodotti: il Cinque Terre Doc, bianco secco da tavola, e lo Schiacchetrà, vino liquoroso prodotto da uva passita, di colore dal giallo oro all'ambrato. Altra delizia gastronomica delle Cinque Terre, le acciughe salate di Monterosso. Tradizionalmente conservate nelle albanelle di vetro, sono da gustare condite con olio ligure e “annaffiate” da vino bianco locale. Tre le sagre primaverili a Monterosso (www.prolocomonterosso.it), la terza domenica di maggio si festeggia il limone, prodotto tipico citato anche da Montale nelle sue liriche. Il 20 giugno è la volta della Sagra dell'acciuga: in piazza Garibaldi viene allestito il banco gastronomico e sul lungomare di Fegina le bancarelle vendono il pesce abbinato al pan fritto e al vino bianco. Infine, il 23 e 24 giugno, c'è la tradizionale Festa di San Giovanni Battista con falò e fuochi d'artificio.

 


“L'app ufficiale del Parco delle Cinque Terre si chiama vitourhicking”

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