MANTOVA, bella e buona

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Adagiata al centro della Pianura Padana, l'antica capitale dei Gonzaga ospita numerosi capolavori del Rinascimento. E della gastronomia...

 

Con Urbino, Ferrara, Pienza, Sabbioneta, Mantova è una delle “piccole capitali” del Rinascimento italiano. Piccola nelle dimensioni, grandissima per l'importanza artistica. Con un nome su tutti, Andrea Mantegna, che qui ha lasciato una pietra miliare della pittura: quella Camera degli sposi che rappresenta l'apice della visita al grandioso Palazzo Ducale, la reggia dei Gonzaga. Ma a tenergli compagnia sono artisti del calibro di Pisanello, Leon Battista Alberti, il Bibiena e Giulio Romano, artefice di un altro sito di prima grandezza nel panorama cittadino: Palazzo Tè, la grande villa suburbana destinata al riposo e alle feste del duca Federico II, oggi sede di importanti mostre. La Sala dei cavalli, quella di Amore e Psiche e quella dei Giganti, dagli avvolgenti effetti ottici, sono tappe imperdibili della visita.

 

La città dei record

Accanto all'aspetto rinascimentale, Mantova mostra anche un cuore medievale con una delle piazze più belle della Lombardia se non d'Italia: la porticata piazza Erbe, oggi come otto secoli fa sede del mercato. La Casa di Boniforte, la Rotonda di san Lorenzo, il palazzo della Ragione e quello del Podestà creano una quinta architettonica di rara armonia e bellezza pur nella grande varietà di volumetrie e stili. Una tappa obbligata sul percorso che collega la basilica di Sant'Andrea, capolavoro dell'Alberti, a piazza Sordello su cui si affaccia il Palazzo Ducale. Altro pezzo pregiato nel panorama artistico mantovano è il Teatro Scientifico, raro esempio di teatro settecentesco giunto fino a noi: a pochi giorni dall'inaugurazione ospitò un concerto di Mozart quattordicenne. La città vanta poi un altro primato: il giornale più antico del mondo ancora in edicola. È La Gazzetta di Mantova, fondato nel 1664.

 

Due ruote di felicità

L'intero centro storico è un libro aperto di arte e storia, con le tipiche strade acciottolate, il Rio e le case che si riflettono nell'acqua come a Venezia o le ampie aree verdi che costeggiano il Mincio. Il Parco Periurbano è un anello verde che avvolge la città, percorso da una pista ciclopedonale che raggiunge Porta Giulia, progettata da Giulio Romano, e la Rocca di Sparafucile da cui si gode la migliore veduta sul centro storico. Le due ruote sono anche il mezzo migliore per raggiungere i dintorni. La Ciclabile Mantova-Grazie, in 7 km lungo il lago Superiore, porta al celebre santuario e alla Riserva Naturale Valli del Mincio. In poco più di 40 km si può invece arrivare pedalando a Peschiera, sul lago di Garda e a Sabbioneta, la “città ideale” di Vespasiano Gonzaga.

 

A tavola tra duchi e contadini

Tortelli di zucca e agnoli in brodo, riso Vialone nano, salame e cotechino mantovano, gras pistà (lardo battuto) con aglio e prezzemolo, grana padano e Parmigiano-Reggiano (in provincia si producono entrambi questi formaggi). La gastronomia mantovana è un fantastico mix di ricette contadine e tradizione nobiliare. E per gli abbinamenti, vini bianchi e rossi dei colli morenici o un lambrusco mantovano Doc.

Gli appuntamenti

Mesi ricchi di eventi, settembre e ottobre. Tra i principali, il "FestivalLetteratura", Festival internazionale della letteratura che si tiene dal 9 al 13 settembre, e la "Notte Bianca", il 19 settembre. Tra quelli gastronomici spiccano, dal 1 al 18 ottobre, la "Fiera del riso Vialone nano", in piazzale Levoni a Boccabusa, e il 30 ottobre-1 novembre in piazza Sordello la rassegna di prodotti del territorio "Mantova squisita". Per l'arte, si segnala la mostra "Museo della follia", fino al 22 novembre in Palazzo della Ragione, con opere di Antonio Ligabue e Piero Ghizzardi.

 

 


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