Naturalmente Umbria

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Per san Francesco era il luogo più bello del mondo: nella “sua” valle spoletina, borghi intatti ricchi di arte e sapori. E l'itinerario prosegue poi, sulle orme di san Benedetto, verso Norcia e Castelluccio, la patria delle lenticchie

Un piccolo territorio con una eccezionale densità di arte, cultura e gastronomia. Il paesaggio più bello del mondo, secondo san Francesco, che pure aveva viaggiato molto. Nihil jucundius vidi valle mea Spoletana ("non ho mai visto niente di più incantevole della mia valle di Spoleto") avrebbe detto il Poverello. Un territorio da esplorare anche oggi a piedi o in bicicletta, in sentieri tra i boschi, o lungo l'antica Via Flaminia. Tra borghi di pietra, casali, castelli, tanto più godibili nel fiorire della primavera.

 

Da Giotto alla land art

La bella stagione ad Assisi significa innanzitutto il rigoglio del Bosco di san Francesco, bene del Fai (www.fondoambiente.it) ai piedi delle basiliche. Dopo aver visitato i capolavori di Cimabue, Giotto e degli altri maestri della pittura medievale, ci si può così perdere nel Terzo Paradiso, land art di Michelangelo Pistoletto composta da un doppio filare di alberi che riproduce il segno dell'infinito intersecato da un cerchio. Per osservare l'opera dall'alto, il punto privilegiato è la Rocca. Sul versante opposto si ammirano invece la chiesa di santa Chiara e il Duomo di san Rufino. Lungo la strada che porta al convento, da non perdere il piccolo ma prezioso Oratorio dei Pellegrini con pregevoli affreschi quattrocenteschi. Per completare il percorso francescano si può infine scendere alla basilica di S.M. degli Angeli che ingloba la Porziuncola e la Cappella del Transito. Attraverso i sentieri del Parco Naturale del Monte Subasio, da Assisi si arriva a Spello. Varcata la Porta Venere con le Torri di Properzio, si entra in un incantevole intrico di stradine fiorite su cui si affacciano numerosi gioielli d’arte: la trecentesca Cappella Tega e la Collegiata di Santa Maria Maggiore, con affreschi del Perugino e del Pinturicchio. Numerose le testimonianze di epoca romana, a cominciare dalle mura e dai resti di una villa con decorazioni a mosaico. La stagione invoglia a una passeggiata tra gli ulivi, costeggiando l'antico acquedotto romano che in 5 km porta a Collepino tra gli splendidi panorami della Valle Chiona. Qui si trova anche il Frantoio di Spello (www.frantoiodispello.it), che produce un eccellente olio extravergine d'oliva Dop Umbria.

 

Doni di terra e d'acqua

Proseguendo ancora, ecco Trevi, dalla scenografica forma a chiocciola. Un gioiello che ha mantenuto intatto il suo tessuto urbano medievale, impreziosito da palazzi rinascimentali. Al culmine svetta il Duomo di Sant'Emiliano, ma al patrono è dedicato un altro monumento, ancora più particolare. Un monumento vivo: l’ulivo di sant’Emiliano, forse il più antico d'Italia. Una pianta i cui rami, in autunno, si caricano ancora di frutti. Ed è emozionante pensare che 1700 anni fa qualcuno raccoglieva quelle stesse olive. A Trevi, nell’ex convento francescano, ha sede il Museo della Civiltà dell’Ulivo e ogni quarta domenica del mese si tengono il Mercato delle Pulci in piazza Garibaldi e il Mercato del Contadino in Piazza Mazzini, con prodotti a km 0. Piacevoli anche i percorsi ad anello (Eremo di sant'Arcangelo, Chiese rurali) che toccano luoghi di interesse naturale, storico e artistico dei dintorni. A sud di Trevi sorge il borgo di Campello sul Clitunno, celebre per le sorgenti cantate da decine di poeti, da Virgilio e Properzio a Carducci e Byron. Il luogo più suggestivo sulle rive del fiume è il complesso medievale dei Mulini, sormontato dal tempietto longobardo: rara testimonianza artistica lasciata da quel popolo. Bevagna è un gioiello urbanistico con un centro storico tra i meglio conservati dell'Umbria: sembra di vivere in un affresco di Giotto. Bellissima la Piazza Maggiore con il Palazzo dei Consoli, che ingloba l'ottocentesco Teatro Torti, la chiesa di San Silvestro e quella di San Michele Arcangelo. Ma basta una passeggiata nei vicoli per scoprire scorci ancora più insoliti e tesori di varie epoche, come la chiesa della Madonna della Neve, che ingloba i resti di un tempio e un mosaico romano. Da Bevagna si sale a Montefalco percorrendo la Strada del Sagrantino, vitigno autoctono che dà un eccellente vino rosso Docg. Il paese è chiamato balcone dell'Umbria, perché dalle sue piazze si gode una vista mozzafiato su tutta la Valle Spoletina. Sosta consigliata per una degustazione è la Cantina Fratelli Pardi (www.cantinapardi.it).

 

Santi e ghiottoni

La Spoleto romana era una città grande e prospera. Lo si capisce dalla ricca Domus che si trova sotto il Municipio, dal Teatro, tuttora in funzione, e dall'Arco di Druso, ingresso trionfale al foro, oggi Piazza del Mercato. Prosperità dovuta alla posizione strategica sulla Via Flaminia, tanto che i Longobardi ne fecero la capitale di un ducato che resistette fino al XII secolo. Eccezionali i lasciti medievali: la basilica di san Salvatore, la Rocca dell'Albornoz (oggi museo), il Ponte delle Torri e la splendida Cattedrale che fa da quinta a una delle più belle piazze d'Italia, palcoscenico del Festival dei due Mondi (www.festivaldispoleto.com). Non meno ricco di tesori l'interno, con affreschi di Filippo Lippi e del Pinturicchio. A questo punto, lasciate le orme di san Francesco, si possono seguire quelle di san Benedetto e risalire la Val Nerina per arrivare a Norcia, ai piedi dei Monti Sibillini (Parco Nazionale). Ancora circondata da mura medievali e con una preziosa piazza ricca di monumenti, la città natale di san Benedetto lo festeggia quest'anno a inizio aprile con fiaccolata, corteo storico in costume, offerta del Pallio e  Sfida delle Guaite al tiro con la balestra. Il Venerdì di Pasqua (25 marzo) si tiene invece la Processione del Cristo morto. Da non perdere, il Pian Grande con Castelluccio, celebre per la fioritura delle tante specie vegetali, tra cui le celebri lenticchie, che tingono il verde smeraldo dell'erba con pennellate di rosa, rosso, bianco, giallo, azzurro e blu. Uno piacere unico per vista e olfatto.

Una cucina che fa Testo

Piatto tipico umbro è la Torta al Testo. Farina bianca, olio, sale, formaggio grana, un po' di latte, lievito sono gli ingredienti base del preparato. Il segreto sta però nel Testo, ossia nella piastra (di ghisa, pietra o cotto) su cui la massa viene fatta cuocere. Ottenuta così una specie di focaccia la si farcisce con i condimenti più diversi: spinaci, cicoria e bietola, secondo la tradizione, oppure prosciutto, salsicce, stracchino e rucola o perfino cioccolato.


Famila consiglia

MANGIARE E DORMIRE • Ad Assisi, la residenza La Corte Assisi (www.residenzalacorteassisi.it) è a due passi da Piazza del Comune. • Vicino alle Fonti del Clitunno, in un casale del '500, si trova l'agriturismo I Catasti di Azzano (www.catastidiazzanospoleto.it) • Sul poggio che sovrasta Bevagna, la Soc. Agricola Attone (www.attone.it), ha un frantoio proprio. • Nel centro di Trevi, vendita di vino e olio alla Bifora-Dimora medievale e Taverna del Sette (www.tavernadelsette.it). COME ARRIVARE • In auto Da Milano, uscita Valdichiana della A1, superstrada SS.75 Bis del Trasimeno fino a Perugia-Assisi. Da Roma, uscita Orte della A1, quindi SS. 3 Flaminia fino a Spoleto. • In treno Stazioni di Assisi e Foligno sulla linea Foligno-Terontola e stazione di Spoleto sulla linea Roma-Ancona. Info: Assisi www.visit-assisi.it/Trevi www.treviturismo.it Spoleto www.comunespoleto.gov. it/turismoecultura/ Norcia www.comune.norcia.pg.it Consorzio Strada Olio Dop Umbria www.stradaoliodopumbria.it App Spoletoturismo per android e apple

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